Eco-design: l’arredamento sostenibile nelle nostre case

Eco-design: l’arredamento sostenibile nelle nostre case

Il termine eco-design si sta facendo largo con prepotenza nell’immaginario collettivo di settore. Le aziende si sono rese conto che, per poter rimanere competitive nel lungo periodo, devono trasformare la propria vision, inglobando la sostenibilità tra i propri obiettivi primari.

Naturalmente, essere “verdi” e sostenibili non è semplice. Sono necessari impegno e investimenti ad ogni livello dell’organizzazione, così la volontà di abbandonare pratiche e procedure abituali, e quindi anche sicure.

Attualmente, le più grandi aziende dell’arredamento si mostrano spesso disponibili a condividere la propria esperienza mostrando come, affidandosi a dati solidi e scientifici, sia possibile adottare una politica di eco-design nel pieno rispetto dell’ambiente, senza mettere a repentaglio le proprie entrate e, anzi, aumentando i propri introiti.

 

Cos’è l’eco-design?

Con il termine eco-design intendiamo l’integrazione di una prospettiva ambientale nella produzione dei propri beni e servizi da parte di un’azienda, coinvolgendo l’intera catena del valore, dallo sviluppo dell’idea, fino alla “morte” di un prodotto.

Si tratta di abbandonare le classiche linee di pensiero per abbracciare una nuova concezione, consapevole dell’impatto ambientale e sociale dei prodotti e dei servizi offerti.

 

Un impegno a lungo termine

Naturalmente, l’eco-design non è un paracadute o un cerotto temporaneo, una soluzione immediata e a breve termine. Si tratta di un processo continuo, in costante evoluzione, che impegna il produttore per sempre.

 

Un esempio di eco-design: i rifiuti si trasformano in pezzi d’arredamento

Pentatonic, start up britannica del settore dell’arredamento, ha realizzato una linea di mobili “fai-da-te” sfruttando il principio dell’economia circolare. Bottiglie di plastica, lattine, cellulari non più funzionanti, mozziconi, sono alcuni tra gli oggetti utilizzati per questo progetto.

I prodotti finiti sono sedie, tavoli, bicchieri e altri complementi d’arredo. Lo stile è minimal e contemporaneo, le linee semplici e d’effetto.

Il processo di produzione è caratterizzato da step precisi e rigorosi, i materiali sono scelti in base alle possibilità di utilizzo e alle loro proprietà.

Il principio seguito è quello dell’upcycling, che si occupa di rivalutare e riutilizzare materiale riciclabile ormai di scarto, assolutamente salutare e non tossico.

Altro aspetto fondamentale è l’approvvigionamento locale. I materiali sono selezionati e raccolti nelle vicinanze dell’impianto, una sorta di “km 0” del riciclaggio.

Anche questo concetto riduce le emissioni e i consumi (con conseguente inquinamento), in un’ottica verde e sostenibile.

 

Il consumatore può seguire l’esempio dell’azienda

Ciò che rende davvero innovativo questo progetto è il fatto che il consumatore può seguire l’esempio del produttore a casa propria.

L’azienda spiega esattamente quali oggetti servano per produrre una sedia o un vassoio. In questo modo il cliente si sente coinvolto, un oggetto attivo e non passivo.

Il concetto di “modello circolare” è dato dal continuo ritorno dei materiali. L’azienda utilizza gli oggetti scartati dal consumatore per produrre nuovi prodotti, in un ciclo continuo, costante e, soprattutto, eco-sostenibile.

 

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